Voglio raccontarvi delle barzellette: presentela Calabria? Una delle regioni più industrializzate d’Europa!La Campania? Una delle regioni con più occupati al mondo! Il Sud Italia? Terza potenza industriale al mondo! Ma sono barzellette per davvero? No, è la fotografia del Sud Italia 150 anni fa, quando si chiamava Regno delle Due Sicilie. Se avessimo potuto “fare un giro” in quel regno secolare, governato nell’ultimo secolo di vita dai Borbone, cosa avremmo potuto vedere? Meraviglie a giudicare il gran bene che ne dicevano illustri personaggi che vi hanno viaggiato, da Goethe a Stendhal.
Per arrivare via mare, avremmo avuto a disposizione le compagnie di navigazioni più efficienti e moderne del tempo, tant’è che si erano dotate di navi a vapore molto prima di altri stati, italiani e non; addirittura il regno si dotò del primo transatlantico italiano, il Sicilia, che collegava Palermo a New York: non era certo un caso se i maggiori partner di commercio fossero USA e Nord Europa, mentre solo il 15% dell’esportazione era diretto negli altri stati italiani. Da dove venivano queste navi? La flotta del regno nasceva nei cantieri navali di Castellamare, i più importanti nel Mediterraneo, fiore all’occhiello dei Borbone. Certo, viaggiare via terra nel regno era più difficile che via mare, eppure fu sempre nel regno che nacque la prima ferrovia italiana, che collegava Napoli a Caserta, Salerno ed Eboli. Le locomotive e i binari erano fabbricati nell’industria metalmeccanica di Pietrarsa, una delle migliori d’Europa, che contava già 1.000 dipendenti.
Da dove arrivava il materiale ferroso? Dalle miniere calabresi di Mongiana e Ferdinandea. Sul fiume Garigliano, Ferdinando I fece costruire uno dei primi ponti sospesi al mondo, vero gioiello dell’architettura, mentre a San Leucio venne costruito un setificio con i più moderni macchinari dell’epoca. E’ inoltre molto interessante sapere che nel 1832, ben 174 anni prima della crisi dei rifiuti, Ferdinando II mise in atto per Napoli la prima raccolta differenziata dei rifiuti di cui si ha notizia (ironia della sorte). Fa sorridere pensare che il “tirannico” Borbone chiedesse ai suoi sudditi solo 5 tasse da pagare (rispetto alle 25 che chiederanno i piemontesi) e che questi re “feroci e sanguinari” si fossero preoccupati di sancire l’uguaglianza giuridica tra uomini e donne e che avessero istituito il primo sistema pensionistico in Europa. Siamo proprio sicuri che le sciagure del Sud siano frutto del “malgoverno borbonico”?
M.Lacriola


