Ginosa: il Comune abbandona tutti i cittadini alla Chiesa

29 06 2013

L’amministrazione di Ginosa (TA) il 12 giugno 2013 ha approvato un protocollo d’intesa tra il Comune e le parrocchie Cuore Immacolato di Maria, Gesù Risorto e San Martino per la realizzazione di un centro d’ascolto Caritas Interparrocchiale destinato a persone e famiglie in condizione di bisogno e di fragilità sociale. Questa è una ennesima clericalata dell’amministrazione di centrodestra ginosino ( vedi le altre 1  2 3 ) che ha avuto l’onore di meritarsi il primo posto per la clericalata della settimana sul sito Uaar.

In pratica il Comune , per quanto riguarda i problemi sociali della cittadinanza , affida tutto alle parrocchie e alla diocesi (leggi la delibera); infatti , alla pagina 2 della delibera vi è scritto che i nuovi utenti ( cioè quelli che hanno bisogno di sostegno psicologico  o assistenza sociale) non si rivolgerebbero ai servizi sociali per “pudicizia e per non intaccare l’autorevolezza e il ruolo acquisiti nella comunità locale”, mentre possono tranquillamente affidarsi alle parrocchie : come dire affidiamo tutti ai preti che la gente si fida solo di loro!

Gli amministratori di Ginosa non capiscono che un centro di assistenza per la comunità deve essere laico e gestito dal comune. Un non cattolico non andrebbe mai o si sentirebbe a disagio ad andare in un centro per servizi sociali gestito dalle parrocchie (anche perchè probabilmente queste metterebbero sempre in mezzo Dio o cose simili , senza parlare delle eventuali offerte!).
I limiti di “comprensione” dei politici locali sono abominevoli, senza contare che il Comune si impegna ,come scritto nella delibera, a concedere soldi alla struttura -altri soldi dati alla Chiesa/Diocesi  dopo quelli dati attraverso gli oneri di urbanizzazione secondaria – che chissà come verranno gestiti .
Il Comune come Ponzio Pilato, si lava le mani dalla gestione dei problemi sociali e la fa gestire con soldi comunali alla Chiesa , come se i cittadini fossero solo cattolici. Tutto ciò anche se in buona fede è un atto discriminatorio , che viola non solo il principio di uguaglianza fra cittadini ma anche lo statuto  comunale dove vi è scritto che il Comune di Ginosa si fonda anche sulla tutela delle minoranze.

Clicca qui : la delibera 

Il sindaco di Ginosa Ponzio Pilato ( a sinistra) e i preti durante la firma del protocollo

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Il giorno dell’ Immacolata Concezione non può essere una festa nazionale

5 12 2012

Il Natale e la Pasqua non sono altro che delle festività che si celebravano nell’Europa Antica , e in un certo senso è anche giusto festeggiarle  perché rappresentano le nostre origini pagano-classiche. Solo successivamente la Chiesa si è appropriata di queste festività rendendole cristiane; dunque se oggi esse sono feste nazionali , non c’è da lamentarsi troppo. Vi è però una festività che è davvero assurda: l’Immacolata Concezione. Essa non può essere una festa nazionale ( cosa che purtroppo è) ! Ecco perché…

Nel giorno dell’Immacolata si ricorda che la Vergine (?) Maria è nata senza il peccato originale. Si , proprio quel peccato che commisero Adamo ed Eva che non sono MAI esistiti (nemmeno preti e religiosi credono più a questa favola)! Risaputo ormai che la prima coppia non è mai esistita , che senso ha il peccato originale?

Secondo la Chiesta ogni bambino nasce “col male”, e porta nella sua anima il peccato originale , e per questo va esorcizzato col battesimo. Ma si può dar credito a una dottrina così depravata? Come può un bambino innocente portare il seme del peccato? La festa dell’Immacolata è un insulto all’infanzia e alla dignità e intelligenza umana!

Con la condizione di festività nazionale in cui si ritrova l’8 dicembre , lo Stato italiano ammette e riconosce sia l’esistenza di Adamo ed Eva , sia il peccato originale! In uno Stato laico ,  questa festività è un’offesa alla civiltà. Va abolita ( come festa riconosciuta dallo Stato).

Eva mentre mangia una mela

 

 





Non tutte le madonne sono uguali

2 08 2012

Non c’è l’ha fatta l’Arcuri a farsi passare per elemento fondate delle tradizioni italiane o roba simile. La statua che la raffigura, sita a Porto Cesareo, nel Salento, è al centro di grosse polemiche. In molti sostengono che essa danneggi il paesaggio naturale e difatti la statua fu rimossa tempo fa, ma è stata recentemente riposizionata dov’era in quanto i commercianti si erano lamentati del mancato afflusso di turisti che venivano in pellegrinaggio dalla madonna Arcuri, che se non altro è una madonna che tutti gli esponenti del sesso maschile possono adorare.

Ma non tutte le madonne sono uguali e se dunque l’ecomostro del santuario di Santa Maria di Leuca o le croci poste su tutte le montagne dell’arco alpino sono inamovibili perché “patrimonio della cultura tradizionale” e cose così, la statua della madonna di Latina è invece lesiva del paesaggio.
Mistero della fede.

M. Lacriola





Ginosa (Ta) : inaugurata la madonna luminosa

15 12 2011

Articolo scritto il 2 febbraio 2010

Non solo è stata restaurata e protetta da una copertura in legno, ma sarà anche più visibile (dato che ora è illuminata grazie a un pannello solare), per chi passa per quei luoghi, dalla scritta “Ovunque proteggimi”, riportata sui quattro lati della tettoia: la Madonnina, che si trova sulla S.S. 106, nei pressi del bivio per Marina di Ginosa, in direzione Taranto – Reggio Calabria. Il sito piazzanews riporta che “l’intera collettività” della frazione Marina di Ginosa ha richiesto un restauro della statua. Richiesta subito accolta dal sindaco di Ginosa L. Montanaro (“grazie”anche all’impegno del delegato sindaco L. Galante),poichè quando si tratta di iniziative clericali l’intera amministrazione va sull’attenti, a differenza di altre questioni più importanti (la pessima raccolta differenziata locale ,tra le peggiori della Puglia…ecc..).

Sabato scorso, si è tenuta la cerimonia di benedizione, alla presenza delle immancabili autorità civili ,dei fedeli e degli alunni di una scuola media ,che accompagnati sul posto dalle insegnanti hanno suonato l’Ave Maria (questo per ricordare che la scuola pubblica è luogo di “catechesi” e non di istruzione).

Naturalmente il luogo in cui vi è la statua è pubblico,come sicuramente pubblici saranno stati i soldi usati per il nuovo look della madonnina. A Ginosa così continua la marcatura territoriale dei clericali nei luoghi pubblici (ricordate la croce luminosa di 8 metri posta su una collina di Ginosa),che in quanto tali appartengono a tutti,e non solo ai cattolici; pare che questo concetto sia difficile da capire. A pensare che per par condicio l’amministrazione ginosina,tramite l’assessore Di Canio, propose di realizzare un monumento per gli atei, cosa respinta dall’UAAR ,la quale propose un semplice manufatto che esprimesse la libertà di espressione (in modo che tutti i cittadini potessero essere rappresentati). L’assessore a quest’ultima proposta non ha mai dato risposta,nonostante fu egli stesso a proporsi…….mentre appena chiama la Chiesa tutti si rendono disponibili….è proprio vero i cittadini cattolici a Ginosa sono di serie A, gli altri sono di serie B.

Clicca pure qui:  Ginosa (TA), inaugurata la Madonna luminosa

vedi foto:www.piazzanews.it/public/ImgGra/gf1_n1_ginosa_020210.jpg





Ginosa: assessore Di Canio ci sei????

14 12 2011

Articolo scritto il 2 ottobre 2009

Lo scorso giugno l’assessore ai lavori pubblici di Ginosa, V. Di Canio , interpellato da Tarantosera disse:

“ci facciano conoscere il loro simbolo e noi ergeremo anche un monumento dedicato agli atei”. Il segretario dell’UAAR Raffaele Carcano accettò questa provocazione e scrisse a Di Canio, proponendo dei monumenti non atei, ma laici, in modo che tutta la cittadinanza potesse essere rappresentata. Ma il sig. Di Canio tace da giugno.
Come mai, una volta ricevuta la lettera, l’assessore non ha risposto?Mancanza di educazione? Mancanza di “fosforo”? O è un silenzio volontario perché non si aspettava l’immediata risposta del segretario Carcano? Forse l’assessore non si sarebbe mai aspettato che l’invito-provocazione fatto da egli stesso all’UAAR si sarebbe tramutato in un boomerang. E ora? Bè siamo tra persone adulte e, si spera, serie ed educate, e dato che è stato il sig. Di Canio a fare la proposta, ora gli spetta prendersi le proprie responsabilità.

L’articolo di Tarantosera con intervista all’assessore Vincenzo Di Canio circa il caso della croce luminosa di Ginosa





Da Ginosa a Roma:il caso della croce luminosa al meeting nazionale UAAR

14 12 2011

Articolo scritto il 21 settembre 2009

Sabato 19 settembre si è svolto a Roma il primo meeting nazionale per un paese laico e civile:”Liberi di non credere”;lo scopo dell’evento è stata la rivendicazione della parità di diritti che devono avere non credenti e credenti,ma anche rivendicare il principio costituzionale di laicità.

Durante il meeting si sono alternati sul palco soci UAAR che hanno esposto le loro battaglie laiche, e presidenti onorari e cordinatori nazionali dell’associazione.  Ecco la lista dei nomi dei protagonisti con i rispettivi argomenti che hanno preso in esame:
Presentazione: Adele Orioli, responsabile iniziative giuridiche UAAR
Assistenza laica: Anna Maria Pozzi (Torino) / Fania Zanforlin (Treviso)
Campagna ateobus: Giorgio Villella (Padova)
Campagna oneri: Roberto Grendene (Bologna)
Clero a scuola: Luciano G. Calì (Grosseto)
Crocifissi fuori luogo: Franco Coppoli (Terni)
Finanziamenti alle chiese: Silvio Manzati (Verona)
Marcatura Territoriale:, Dino Di Tinco (Ginosa, Taranto)
Ora Alternativa: Rosalba Sgroia (Roma)
Nuove Chiese: Paolo Gelmo (Bolzano)
Religione in TV: Francesco D’Alpa (Catania)
Sbattezzo: Pier Giorgio Nicoletti (Cosenza)
Sale del commiato/funerali civili: (a cura del circolo UAAR di Venezia)
Scienza: (a cura del circolo UAAR di Varese)
Scuola/educazione: Fabio Milito Pagliara (Salerno)
Testamento Biologico: Bruno La Piccirella (Genova)
Vilipendio: Manlio Padovan (Rovigo)
Estero: Vera Pegna (ambasciatrice FHE presso OSCE) / Julien Houben  (responsabile esteri UAAR)

A questi si aggiungono gli interventi di Franco Grillini, e dei presidenti onorariLaura Balbo, Claudio Flamigni, Valerio Porcar, Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi (questi ultimi due con videointervento).Ha concluso l’evento il segretario  nazionale dell’UAAR Raffaele Carcano.

Io mi sono occupato della marcatura territoriale in Puglia, in particolare del caso della croce luminosa di Ginosa .

Durante il discorso ho raccontato tutta la vicenda, che va avanti ormai da più di un anno, facendo notare la poca professionalità di alcuni dipendenti comunali, poco avvezzi a soddisfare le richieste di un cittadino, e il silenzio dei politici locali, denunciando la loro scarsa “sensibilità”laica e il loro silenzio su questa questione.

Poi ho ricordato quando verso giugno l’assessore ginosino V. Di Canio usando la stampa sminuì l’altezza della croce (dicendo che fosse alta solo 3 m invece di 7!!) e invitò l’UAAR a proporre un monumento che la rappresentasse a Ginosa.

Nonostante il segretario dell’Uaar Carcano abbia scritto a Di Canio proponendo dei monumenti che rappresentassero la libertà di espressione, l’assessore (forse colto in contropiede!) tace da giugno,forse perchè la sua risposta è negativa; se fosse davvero così Ginosa ha perso un ottima occasione per mostrare un grande senso civico che molte città italiane avrebbero preso ad esempio; infatti sarebbe stata la prima città italiana ad avere un monumento fatto installare da un’associazione che difende i diritti dei non credenti.
Alla fine ho parlato del progetto dell’eco-teo-mostro di Leuca e del progetto della megastatua di Padre Pio sul Gargano,che dovrebbe essere alta oltre 60 metri!

vedi i video : http://www.youtube.com/watch?v=EGj3DC17olE





Il caso della croce luminosa di Ginosa

14 12 2011

Articolo scritto il 23 luglio 2009

Sul belvedere di Ginosa (TA) nel 2007, fu installata una croce luminosa alta circa sette-otto metri; tale struttura oltre a essere esteticamente poco gradevole , oltre a rendere brutto il paesaggio , viola il principio costituzionale di laicità. Infatti, nessun gruppo, per quanto numeroso, può appropriarsi di uno spazio pubblico a danno di un altro.

I luoghi pubblici devono rappresentare tutti i cittadini e sopratutto non devono escludere nessuno. Recentemente alle proteste del sottoscritto ( socio dell’UAAR, Unione Atei Agnostici Razionalisti) si è unita l’associazione, per continuare la battaglia. Il 12 giugno, su Tarantosera è stata pubblicata la replica dell’assessore ai lavori pubblici, Vincenzo Di Canio, il quale ha assicurato che l’installazione è “regolare”(?) e non pericolosa, trattandosi per di più di una croce di “soli tre metri”. L’assessore invitava tuttavia l’UAAR a fargli sapere qual è il suo simbolo, “così potremo valutare di sistemare in paese anche un monumento che lo rappresenti”.
L’UAAR ha preso sul serio la richiesta-provocazione, e nei giorni seguenti il segretario nazionale Raffaele Carcano ha inviato al Comune una lettera della quale ora segue un sunto:
Consci che atei e agnostici non hanno simboli univoci e dato che noi facciamo dell’autodeterminazione uno dei nostri valori fondanti; proprio perché tra i nostri principi vi è quello di impedire che qualunque simbolo ideologico sia imposto da una parte della cittadinanza a quella restante, ci sembra che una moltiplicazione di simboli sia dannosa per Ginosa.
Per questo motivo, le sottoponiamo alcune proposte non invasive:
a) la possibilità di montare una cornice, collocata in modo da consentire la visione di un bel panorama (senza croci), riportante la scritta: “Un panorama senza simboli religiosi è per tutti. uaar.it”;
b) la possibilità di collocare in una piazza uno specchio verticale (anche in metallo, per evitare che venga rotto subito), con alcune sagome di piedi davanti ad esso, riportante sulla cornice la scritta: “Valori esclusivamente umani. uaar.it”;
c) la messa a disposizione di uno spazio ove installare un piccolo manufatto artistico che promuova il principio costituzionale della libertà di espressione.

C’è da dire che non si sa se la struttura sia autorizzata o meno, poichè il comune da un anno a questa parte nega la visione degli atti che riguardano la croce in questione.
Il 3 luglio i circoli UAAR pugliesi hanno anche organizzato un presidio davanti alla croce ginosina (sul sito UAAR sono state pubblicate due foto dell’iniziativa) dove si è visto che la croce è alta circa 7 metri, e non 3 come ha sminuito l’assessore. Un articolo su quest’ultima vicenda è stato infine pubblicato da Tarantosera.

Il caso di Ginosa è da settimane diventato un caso nazionale, oltre che essere stato riportato da alcuni quotidiani locali, è su molti siti nazionali. Tutti i circoli Uaar d’Italia sono entusiasti della proposta dell’assessore circa il monumento-uaar, e tra l’altro sarebbe il primo caso in Italia in cui si faccia installare un monumento per conto di una associazione che difende i diritti dei non credenti e della laicità. Ora Ginosa ha la possibilità di mostrare un ottimo senso civico che il resto d’Italia potrà prendere ad esempio.

L’articolo di Tarantosera sulla croce luminosa di Ginosa e sull’Uaar

per saperne di più cliccate i seguenti link:

Ginosa (TA) , manifestazione davanti a una croce altra sette metri

Ginosa (TA) : croce altra sette metri , l’Uaar scrive e manifesta

Anche il quotidiano TarantOggi ha parlato della protesta